PAGINE DI GUERRA

(c) Scomegna Edizioni Musicali
214,00
Alfredo Casella / arr. Alessandro Celardi


Le atroci immagini del primo conflitto mondiale venivano trasmesse, negli anni della guerra, nei cinematografi; da alcune di esse Casella trasse [...]

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Codice Prezzo SC27
Compositore Alfredo Casella
Arrangiatore Alessandro Celardi
Editore (c) Scomegna Edizioni Musicali
Difficoltà 5,5
Durata 11'30
Formazione Concert Band
Formato Partitura A3+ (32 x 48 cm) e parti A4+ (24 x 32 cm)
Registrato sul CD PAGINE ITALIANE
Descrizione

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Le atroci immagini del primo conflitto mondiale venivano trasmesse, negli anni della guerra, nei cinematografi; da alcune di esse Casella trasse ispirazione per comporre questa suite sinfonica, in cui ogni “quadro” riporta uno specifico sottotitolo che si riferisce ad un luogo e ad una situazione. “Sono impressioni - l'autore dichiara - ma non impressionismo: mirano a un’ arte essenzialmente sintetica, tutta preoccupata di saldezza architettonica e ritmica e di lirismo fermo e severo”. Frutto di una tormentata crisi spirituale, di nuove esplorazioni nell'ambito del linguaggio musicale e di una evidente esasperazione armonica queste cinque brevi impressioni sinfoniche furono composte in due momenti differenti. Le prime quattro nel 1915 furono pubblicate per pianoforte a 4 mani e successivamente, nel Dicembre 1917 l'autore, dopo aver operato una orchestrazione delle parti già esistenti, ve ne aggiunse una quinta totalmente nuova. L’inserimento di questo quinto quadro può essere motivato da una volontà di far terminare la composizione, pensata per spazi più grandi di quelli riservati alla musica per pianoforte a quattro mani, con una parte forte e veloce e per inserire un pezzo d’Italia. I numeri I, III e V evocano il lato dinamico, brutale e scientifico della guerra “moderna”, i numeri II e IV sintetizzano invece la pietà universale, in presenza della morte, sia di opere d'arte (n. II), sia di uomini (n. IV). Le influenze mahleriane e soprattutto dello Stravinskij della Sagra, già avvertibilissime nell’originale pianistico, diventano ancora più scoperte nella versione orchestrale, con i ritmi ossessivamente percussivi, l’uso insistente della politonalità, l’utilizzo di frammenti di musica ‘volgare’, di ritmi marziali e di nenie infantili. L’origine ‘cinematografica’ dei singoli brani è evidente da come Casella scolpisce le immagini traducendole in musica: l’artiglieria passa inesorabile, e la musica marcia pesante e si spegne all’allontanarsi dell’artiglieria; la cattedrale è in rovina, e il tetracordo che si ripete dall’inizio alla fine è come una triste meditazione sulle devastazioni che non risparmiano i capolavori dell’ingegno umano, la cavalcata impetuosa dei cosacchi è suggerita dal ritmo dattilico, e una straniante ninna nanna accompagna l’ultimo sonno dei combattenti. Senza il quinto pannello l’organizzazione formale prevedeva, nella tradizionale alternanza di movimenti veloci e lenti, due coppie di quadri, ciascuna riferita ad una azione e alle conseguenze della guerra: due quadri, artiglieria e devastazioni della città, senza uomini; e due, cavalleria cosacca e cimitero, dove c’è la presenza dell’uomo. L’ intera Suite venne eseguita per la prima volta nel Febbraio del 1918 ai concerti Colonne di Parigi, sotto la direzione di G. Pierné e nel Gennaio 1919 in Italia, a Roma, presso il Teatro Augusteo. Ecco il breve commento che l'Autore unisce a ciascun tempo della sua Suite:

  • I. Sfilata di artiglieria pesante tedesca: rombo di enormi trattrici a motore, vortice di tozze, blindate ruote; mostruosità sapiente e matematica di obici colossali, avanzanti come pachidermi verso nuove distruzioni.
  • II. Davanti alle rovine della cattedrale dì Reims: portali mutilati, statue pie infrante; sopravvivenza, nelle grandi linee, della simmetria paziente ed ingenua dello stile gotico.
  • III. Carica di cavalleria cosacca: violenza barbarica e frenetica, al ritmo di galoppo dei grandi cavalli asiatici e dei loro terribili cavalieri.
  • IV. Croci di legno... piccolo cimitero fiorito in aprile; voce sul lontano risuonare di corno eroico, di tutti i morti per la libertà e per la gloria.
  • V. Corazzate italiane in crociera: corsa rapida delle grandi masse di acciaio, pesanti e leggere, incerte nella bruma del mattino; confusione di cielo, di candida schiuma e di carene luccicanti; apoteosi di forza e di luce, glorificazione della potenza marinara d'Italia risorta.

NOTE DEL TRASCRITTORE

La presenza di due spartiti musicali della stessa opera, uno per pianoforte a 4 mani composto nel 1915 e l’altro per orchestra del 1918 ed il quasi totale anonimato della stessa opera nel repertorio sinfonico eseguito sia in Italia che nel resto del Mondo, mi ha indotto a pensare, della stessa composizione, una versione per orchestra di fiati creando dunque una terza alternativa che potesse in qualche modo aiutare ancor di più la fruizione di un così importante lavoro ed accrescere il repertorio bandistico con una pagina d’autore del tutto singolare e ricca di significato. Nella trascrizione ho tenuto conto di entrambe le versioni, pianistica ed orchestrale, rielaborando soluzioni timbriche nel “tutti” e lasciando invece invariate alcune scelte del compositore nei “soli” strumentali affidate appunto ai fiati. Il quinto quadro, nato con degli effetti propri della tecnica degli strumenti ad arco, ha subito una sostanziale modifica nella parte iniziale che però non va ad alterare né tantomeno a modificare il significato generale della composizione.

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