BLUE MOUNTAINS RHAPSODY

Scomegna Edizioni Musicali
119,50
Luciano Feliciani


Blue Mountains Rhapsody è una rapsodia basata su temi folkloristici della regione Marche. Con questa composizione l’autore ha voluto portare a termine [...]

€ 119,50

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Codice Prezzo SC20
Compositore Luciano Feliciani
Editore Scomegna Edizioni Musicali
Difficoltà 3,5
Durata 8'20
Formazione Concert Band
Formato Partitura A3+ (32 x 48 cm) e parti A4+ (24 x 32 cm)
Registrato sul CD BLUE MOUNTAINS,LUCIANO FELICIANI - WORKS 1
Descrizione

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Blue Mountains Rhapsody è una rapsodia basata su temi folkloristici della regione Marche. Con questa composizione l’autore ha voluto portare a termine una trilogia iniziata con Variazioni sul Tema Lamenti e seguita dalla Suite Marchigiana. Il titolo Blue Mountains è ispirato dai Monti Appennini che furono chiamati Monti Azzurri da Giacomo Leopardi per via della particolare colorazione che acquisiscono in determinate ore della giornata. Il brano si articola in una Introduzione basata sulle melodie dei canti a batocco che erano eseguiti da un uomo e da una donna e richiedevano particolari doti vocali e una notevole esperienza. Il canto a batocco si chiama così per il fatto che, ad imitazione del suono delle campane, si ha un battere e ribattere fra le voci dei cantanti. Esso era caratteristico del periodo della scartocciatura del granoturco, ovvero quando i contadini provvedevano a togliere l'involucro della pannocchia e il ciuffo filamentoso che fuoriesce dalla sua parte superiore. Il granturco veniva raccolto e sparso sull’aia, disposto a cerchio. I contadini che avevano partecipato alla raccolta, mentre "scartocciavano", intonavano questo tipo di canto, una sorta di "botta e risposta" fra l’uomo e la donna, la quale iniziava lo stornello con una intonazione particolare. Esso era ripetuto dall’uomo che usava però un’intonazione diversa. Nei testi dei canti a batocco troviamo la provocazione nei confronti dell’amata che rifiuta il corteggiamento dell’innamorato, oppure lo scherno fra due donne rivali in amore o in bellezza. Il secondo movimento è la versione in 6/8 della Pasquella, variante melodica specifica della zona collinare in provincia di Macerata, dove l’autore è nato e risiede. Si tratta di un antichissimo canto rituale legato della questua. Secondo la tradizione, nel periodo del solstizio d’inverno, gruppi di cantori passavano di casa in casa cantando strofe in modo ripetitivo, come augurio di salute, benessere e abbondanza, in cambio di piccole offerte di denaro, cibo e vino. In questo caso il tema è stato elaborato ispirandosi a un’atmosfera di tipo pastorale e bucolico. Il terzo movimento è basato su un antico canto dal titolo “Ero avvezza d’andare alla messa” che fa parte della tradizione folcloristica dei Lamenti. Queste erano melodie che, iscrivendosi nel filone tradizionale dei brani melanconici, avevano per tema gli amori infelici e il dolore per la perdita dei propri cari. L’ultimo tempo, un Allegro, è costruito sulla melodia della Canzone del Pellegrino, opportunamente variata a partire dal tema originale. Si tratta di un brano gioioso che nel testo narra l’arrivo dei Pellegrini che chiedevano ospitalità nelle case dei contadini marchigiani.
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